17 novembre 2006

Arbeit Macht Labil

Una giornata di pioggia, niente di strano.
Cammino senza una meta troppo precisa, niente di strano.
Sprovvisto di ombrello, niente di strano.
Davanti a me un tizio, all’incirca una trentina d’anni, vestito di tutto punto, niente di strano.
Parla al cellulare in modo molto concitato, si ferma per ripararsi dalla pioggia, ancora niente di strano.
Mentre lo supero lo sento lamentarsi con il suo interlocutore per il fatto di dover lavorare trenta ore al giorno.
E’ un attimo. Senza pensarci esclamo ad alta voce: “Il lavoro nobilita l’uomo…”.
E lo fisso per un istante.
Mi ha sentito, poi mi accorgo che ci stiamo fissando a vicenda.
Senza il minimo preavviso e senza alcun pudore lo vedo accartocciarsi dalle risate, quasi lasciandosi cadere dal mal di stomaco.
Rimango immobile per qualche istante.
Lui si calma.
Mentre arranca per rialzarsi gli porgo una sigaretta.
La prende senza decisione, l’accende mentre me ne vado.
Svolto in una strada vicina.
Dopo un attimo penso: “Beh, questo si che è strano…”.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

Spero per te che non fosse Vladi, l'uomo telefonino che ben conosci ormai...eh eh eh!
Ma ora che ci penso...di che potrebbe lamentarsi quello lì?!?

no, non sono superstizioso, ma mi fa felice piazzare ogni tanto anche queste cagatine nel blog..:)

Ah, oggi camminavo per la strada sotto la pioggia e ti ho visto.
Poi però non eri tu.
Sono diventato un attimo triste.
E ho pensato che non ti vedo da un secolo.

buon sabato, Ghera

Anonimo ha detto...

Ahhhh...dimenticavo...grazie millemila per il link!
come vedi con la nuova grafica ho aggiunto pure io la fatidica pagina AMICI...

Cheeeers...

Soundchaser ha detto...

Diavolo si. In zona Natale dovrei esserci. Non è detto che tu ci sia. In ogni caso I'll let you know...
Da lunedì ho la stanza libera, quindi comincierò ad inondarti di riff...
In quanto a cagatine una sezione ce la metterò pur'io.
P.s. Albe a NY????

Anonimo ha detto...

Semplicemente ci sono. E mi fa piacere esserci, e sotto dei versi di Ozzy, tendando di lasciare un segno di silenzio perché non vengano rovinati. Certe parole sono come le ali di una farfalla, non vanno toccate. Lo stesso vale per le parole dell'autore di questo blog. Non vanno toccate, ma sfiorate, incontrate, abbracciate nel silenzio di un'intimità che non può capire se non quello che risuona dentro di se, non sapendo mai quanto siamo vicini o quanto siamo soli. Ci accontentiamo di sguardi, ma sguardi che trasformano... Che diventano energia creativa della vita, come quello che hai saputo dare tu al tizio con il cellulare. Il tuo gesto è strano, direi addiruttura folle, solo perché qualcuno ha deciso quale sia la "normalità". Società di individui che si incarcera nelle proprie debolezze violente. E additta i diversi come folli. La follia oggi è la strada che percorre la vita per essere liberata. Grazie di quel gesto di follia che ridona spazio alla vita... Coraggio di incrociare sguardi e trasformarli in danza. Buon compleanno...

Anonimo ha detto...

Aspetto solo che tu mi inondi di riff!! ah, se puoi, ricordo le solite menate...4/4...da 4 - 8 - 16 sec...
se ti va anche di chitarrina non è male...
sto cercando di combinare riff in levare, ma fin'ora non ho raggiunto grandi risultati.
Cazzo sì, quando sarai qui non voglio perderti.
Troppe volte rimandai...

Ok man, ti saluto!!