25 gennaio 2007

Sunset: everybody dance… now!

Diario statico, 13 gennaio 2007
Come da richiesta
In tre parti più prologo


Prologo. Voci dalla nebbia.

Il buon, caro, vecchio (si, soprattutto vecchio!) Jim mi chiama verso l’inizio della settimana per invitarmi alla sua festa di compleanno.
Ovviamente non avevo in programma di tornare, ma… come si può dire di no al caro e ormai decrepito (no, dai, non ancora troppo) Jim?
Bene, decido di tornare, non importa che non avessi programmato di farlo, non importa che in realtà non avrei dovuto muovermi da città nera, non importa che non mi avesse detto cosa si sarebbe fatto, non importa che non mi avesse detto chi ci sarebbe stato…

Non importa poi che in realtà mi avesse detto precisamente dove saremmo andati.
Non importa poi che il mio inconscio avesse subitamente cancellato quell’informazione…
Il Sunset…
Si.
Il Sunset…
Non sto qui ad elencare i molti e vari motivi che mi hanno sempre portato a temere quel posto peggio della peste, ma…
Il Sunset…
Proprio così, il buon, caro, vecchio, Jim mi avrebbe portato… in discoteca… al Sunset…


Parte uno. Cronaca di un coglione viaggiatore.

Il programma era tornare venerdì, fare le cose con calma, fare un salto dai due pazzoidi.
Ma avevo sottovalutato il fattore “Master”. E quando il “Master” chiama io devo rispondere.
Il “Master” mi ha voluto al suo cospetto quel venerdì. Alle 22.30 ero da lui, alle 05.00 ero a casa e alle 6.10 ero sul treno (evito di soffermarmi sulla simpatia di trenitalia a quell’ora del mattino).
Alle 9.25 arrivo a casa dei miei. Approccio la seconda colazione (la prima era un panino digerito a forza di 35Hz). La brioches non comprata da me e messa ad aspettarmi sul tavolo fa sempre uno strano effetto…
La mattina passa (va beh, non proprio) e finito il pranzo mi accingo a raggiungere la tanto attesa Val Cavallina (avessi aspettato ancora probabilmente da quel di Rogno sarebbero partiti dei missili Cruise con la mia faccia come bersaglio).
Come cambiano le cose (o meglio evolvono…).
[A proposito, statemi bene!!]
Torno indietro ma a metà viaggio ho come l’impressione che la strada e le macchine si rimpiccioliscano a vista d’occhio o, per meglio dire, a chiusura d’occhio!
Mi sto addormentando.
Faccio di tutto per tenermi sveglio, mi tempesto di pizzicotti, spengo una sigaretta e ne accendo subito un’altra, distruggo i tweeter, penso alle cose più atroci, alla finanziaria, a Cucuzza nudo che mi salta addosso…
In qualche modo arrivo, ma non faccio a tempo a scendere dalla macchina che sono già sul primo divano che trovo.
Fare un after dopo aver “lavorato”, dopo tre ore di treno e dopo 120 km in macchina non è proprio salutare…

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