29 gennaio 2007

Sunset: everybody dance… now!

Diario statico, 13 gennaio 2007
Come da richiesta
In tre parti più prologo


Parte due. L’arrivo.

Mi sveglio di soprassalto. Non so bene quanto tempo sia passato. Divoro un panino in due nanosecondi e parto per raggiungere la festa.
Tra miriadi di chiamate perse e sms minatori passo a prendere D., dopo aver scoperto che anche lei anche lei sarebbe arrivata dopo.
Mentre parlavo al telefono con lei e scoprivo tutto ciò, una macchina si ferma dietro la mia, ne scende un ragazzo che, urlando come un ossesso, comincia a prendere a calci la sua (spero) macchina…
E poi dicevano che nel mio paese c’erano elementi strani…
Con D. raggiungiamo finalmente gli altri. Era ora, qualcuno mi aveva dato del disperso, a quanto pare, ma questa è la pura normalità.
Rimane un piccolo problema: stiamo per andare in una discoteca e io… non ho ancora toccato una goccia di alcool! Come farò a resistere?
Con questo unico pensiero per la testa mi ritrovo poco dopo alle porte del Sunset, antica città Maya le cui porte formano una grande meridiana con le montagne sovrastanti e… ho proprio bisogno di bere!


Parte tre. Traggo il dado ma anche no.

Avendo il buon caro e vecchio Jim prenotato il tavolo, entriamo senza bisogno di fare alcuna coda, ma all’ingresso si pone il problema giacca: anche se diventerò uno pseudo capitalista, due euro per appoggiarla non li mollo di certo! Questo si fa solo ai concerti, quindi non mischiamo le cose. Ma noto con piacere che non sono il solo a scegliere la strada del tirchiaggio.
Lasciamo l’ingresso per raggiungere il tavolo: dalle dimensioni sembra un frammento di legno con le dimensioni di un nido di colibrì, ma quanto basta per appoggiare bevande e bicchieri. Se non ricordo male le sedie dovevano essere due, se calcoliamo che causa tirchiaggio una è stata utilizzata come deposito giacche, direi che una sola sedia non serve a molto a dieci persone…
La serata (per i ritardatari) ha quindi inizio: comincio a guardarmi intorno con aria stranita, analizzo la situazione, scambio due parole con i miei allegri compagni che in quel momento mi sembrava quasi di non conoscere (si può ben capire il perchè), cerco di trovare una sistemazione adatta che non fosse quella di palo dell’enel e nel frattempo attendo con impazienza l’arrivo del rancio.
La bottiglia non si fa attendere a lungo (anche se l’attesa è stata interminabile), come anche la gente e la sensazione che finché non berrò abbastanza continuerò ad emanare luce ad oltranza, facendo il buon palo.
Sento la musica house che comincia insistente e qualcuno che mi invita a ballare…

Finito il mio bicchiere comincio a spiluccare tra gli altri lasciati incustoditi o abbandonati. Con la stanchezza e lo stomaco desolatamente vuoto non ci vuole molto per sentire i primi effetti.
Dopo qualche sigaretta, altri sorsi scroccati e il cambio della musica (conditio sine qua non!) alla seconda richiesta di ballare… eccomi come un cretino che balla.
Se qualcuno di voi deve dire qualcosa me lo dica di persona, armato e con una scorta privata, ma non ne uscirebbe vivo comunque!
Io personalmente so chi devo incolpare per questo!
In ogni caso la serata prosegue.
La gente balla, le donne cominciano la loro sfilata per attrarre più sguardi possibili con i loro movimenti ondulati e sensuali (per il gusto comune, almeno…), mentre gli uomini si sfidano nel famoso gioco di ruolo “chi il più pervertito?” con la variante demo beta.2 “quante troie ti porti a letto stasera?”.
Per una volta non voglio fare caso a tutto questo e decido di scegliere la sana protezione dell’allegra combriccola (se vedessero questo… brrr…), naturalmente intercalando il tutto con continue sigarette.
Arriva anche la seconda portata di rancio, che inspiegabilmente dopo nemmeno dieci minuti scompare (solo questo basterebbe per far partire una condanna senza diritto d’appello!).
A questo punto il delirio è totale (me ne accorgo alla fine però!): tutti sembrano in preda a una qualche forma di delirio, il caos è totale, si balla, si parla (leggi urla), si beve, vedo cose assurde e… vado a fumare ancora, due sigarette di fila.
Ho la gola prosciugata e mi fermo al bancone per prendere una birra (che palle ‘sti cocktail!) non c’è! Esco al bancone esterno. C’è solo la corona. E questa la chiamate birra??!!! Ma è l’unica. La pago, do dieci euro e me ne tornano due…
Che??? 8 euro una corona???!!
Ma vaffanculo! Tondo tondo e con cuore!!
Rientro e mi accorgo che mentre mi scolo questa bevanda dal lontano sapore di birra la gente è dimezzata! Chiedo spiegazioni e mi dicono che stanno per chiudere (ma erano solo le tre e mezza!!).
Con i coglioni girati riesco per fumare ma la porta è chiusa.
Altra beffa.
Ritorno nuovamente dal magico gruppetto-festa e mi accorgo che stanno levando le tende (leggi giacche),
Come sempre in questi casi sono l’ultimo che se ne vuole andare e qualcuno mi passa la giacca, indumento invernale per eccellenza che non deve mancare negli armadi e che... si, direi che ora sono bello lanciato, l’unico problema è che qui stanno chiudendo…
Usciamo con lentezza e tra un tiramolla e l’altro si decide di finire la serata in autogrill (ho come l’impressione di essere stato l’unico a volerlo. E allora come mai ci siamo andati tutti??).
Impugno il volante con fermezza. D’altro canto ho due gentildonne con me, non posso certo fare il deficiente in macchina proprio adesso!
Arriviamo al rifocilla-autisti, incontro un fantasma (…), un breve attimo di cretinaggine ai danni del caro, buon vecchio Jim, prendo un panino (obbligato, praticamente), usciamo per un’ultima sigaretta e facciamo a tempo ad incontrare deficiente di turno che urlava quanto fosse bella la vita (e qui la cara E. ha pure pensato bene di prendere brevemente parte a questo discorso meta-para-filosofico… (fa strani effetti anche a te l’alcool, vero??).
In men che non si dica riusciamo ad arrivare a casa tutti sani e salvi.
L’unico problema è che sono ancora sbronzo e non ho sonno.
Passo il Rubicone: richiamo i vecchi tempi e suono fino al mattino.
Resisto incredibilmente fino all’ora di partenza del treno, ma da quel momento in avanti non ricordo più nulla: Stavo dormendo anche mentre camminavo per cambiare treno e arrivare a casa.
Ripresomi grazie al viaggio decido di stare sveglio nuovamente un’altra notte.
Solo che il giorno dopo non ho visto la luce del sole…


EDIT: causa minacce da parte del gentil sesso ho dovuto soffermarmi solo su me stesso omettendo così particolari scabrosi riguardo i membri del gruppetto-festa.
Non volendo rischiare la vita ho evitato di parlarne, ma sappiate che ciò che avete fatto sarà ricordato comunque e usato contro di voi non appena mi servirà rivangare questi fatti per ricattarvi…
Donna avvisata…

4 commenti:

Anonimo ha detto...

*sottofondo : Iron Maiden*
non mi piace la musica house >.>
in ogni caso quando la serata sta per terminare e sei in botta piena è veramente tragico...concordo concordo
*sob*
smmmack sat*
Ps:basta con questo stereotipo della donna che vuole l'uomo prudente al volante è.é
need for speeeeeeeed!!!!!

Anonimo ha detto...

Ma che minaccie hanno usato per non farti parlare? Potrebbero tornarmi utili... eheh!
Baci baci Ki!

Anonimo ha detto...

Ueeeee, tu ke balli è un'immagine di indescrivibile stordimento mentale, un po' un mix tra le borchie e i tanga leopardati.. borchie leopardate, probabilmente.. solo ke ad essere leopardato non è il cinturino ma le borkie stesse!!! Ave!

Soundchaser ha detto...

@ Sat: La house mi fa veramente schifo, infatti stavo "ballando" quando hanno fatto revival... che perlomeno è un bel po' diverso...

@ Ki@: Non lo saprai mai!!!

@ Zymo: Il sole con le borchie trionferà...

P.s. Continuano i problemi teconici, come vedete faccio fatica a fare un nuovo post...
A breve un nuovo indirizzo, ma non ho ancora deciso se su "giovani" o su "splinder" qualcuno ha consigli?? Face up!