...e senza alcun senso...
...a più episodi...
...anche se è brutto...
...numero tre...
ESTERNO, NOTTE
Capitolo I
Manuela
Febbraio, 1996, esterno sera.
Davanti al cancello di casa sua Manuela controlla che tutto sia a posto: il viso completamente struccato, la minigonna nella borsa, i jeans ben allacciati e gli occhi senza alcuna traccia di rossore.
La poca puzza di fumo dovrebbe essersene andata con l’ultima spruzzata di deodorante.
Mentre chiude la porta e si avvicina alle scale le ritornano in mente le parole di Daniele: “Fra qualche anno nessuno di noi sarà più come è ora. Tu cerca di non cambiare”.
Se c’è una cosa che non ha mai sopportato di quel ragazzo è la sua capacità di pronunciare frasi dal nulla e senza senso. Quella sera nessuno aveva parlato di futuro, solo qualche progetto per il prossimo capodanno. I festeggiamenti di quello appena passato erano andati molto bene, era persino riuscita a farsi notare da un ragazzo più grande di lei, ma anche gli altri, in un modo o nell’altro si erano divertiti.
Cercava di capire ma non trovava spiegazione a quelle parole.
“Ed è inutile chiederglielo” pensò, “Direbbe qualcosa di ancora più strano, come ad esempio che il mondo sta per esplodere o che fra una settimana ci sarà una guerra”.
Decise di non meditare oltre e nello stesso momento finì di salire le scale.
Aperta la porta si ritrovò di fronte al padre che dormiva sul divano.
Cercando di non fare alcun rumore e senza accendere nessuna luce andò nella sua stanza e si mise subito a dormire.
Ma prima di addormentarsi ricordò ancora quelle parole.
“Certo che Daniele è proprio strano”.
Poi chiuse gli occhi.
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