7 maggio 2007

Pensate.

Pensate ad un vortice.
Pensate ad uno scoppio.
Pensate ad un’implosione.
Pensate al marciume.
Pensate alla stanchezza.
Pensate alla dolcezza.
Pensate a qualcosa che sfugge.
Pensate a qualcosa che non vi vuole lasciare.
Pensate di non potere.
Pensate di potere qualcosa.
Pensate ad una stanza buia.
Pensate ad una mano che trema.
Pensate ad un urlo.
E poi smettete di pensare.
E lasciate che ogni cosa esca senza essere ascoltata.

Troverete sangue, lacrime e la storia di chi non vuole sapere.
Un mondo che si contrae su se stesso e che anela l’esterno.
Un mondo che urla, un mondo che poi dorme.
Un mondo che si alza poi con occhi rossi.
E osserva.
Vomita.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Noto che il tuo blog riscuote un successo esponenziale in funzione del passare dei giorni. Visto che non hai capito un cazzo della patata ti consiglio di approfondire un altro ortaggio a te sconosciuto: il pisello!!!!!!!!!
Ci si vede venerdì

Soundchaser ha detto...

Caro uomo penso proprio che dovrò trascinarti per le orecchie per almeno un chilometro...
Comunque penso che sia più appropriato un logaritmo inverso...
Face up!